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L’ Aquilone

Di Maria Teresa Costanza, Arianna Gualdoni, Daniela Fasolo, Maddalena Mainini, Tiziana Panella, Vera Regalia – Personale Amministrativo

Ci sono stati periodi molto difficili all’interno della Fondazione nel pieno dell’emergenza sanitaria, e noi impiegate amministrative abbiamo cercato di fare tutto quello che era nelle nostre competenze per aiutare a superarli. Non è stato facile vedere i nostri anziani ammalarsi e purtroppo a volte lasciarci. Ogni mattina si veniva al lavoro, attraversando strade deserte, in una realtà “surreale”, le stesse strade percorse tutti i giorni ora avevano cambiato aspetto.

Una volta in Fondazione come prima cosa si faceva il punto della situazione: quante febbri, quante malattie sia di ospiti che di operatori, e si pianificavano tutte le strategie e le azioni da attuare. Subito dopo ci si metteva al lavoro, si eseguivano tutti adempimenti burocratici legati agli ospiti, si cercavano i DPI, si cercava personale, si inviavano segnalazioni, tabelle e mail, si facevano telefonate per cercare tutti gli aiuti possibili e avere sempre tutti i mezzi necessari per affrontare questo terribile nemico invisibile che era entrato in struttura. Alcune di noi lavoravano in smartworking, ma era come averle al nostro fianco.

Tutto il personale che lavora a vario titolo presso la Fondazione ha messo cuore e anima ogni giorno… anche se non eravamo direttamente nei nuclei vedevamo il loro immenso lavoro e gliene eravamo grate. Sapevamo che i nostri anziani erano accuditi al meglio e non erano mai soli.

Ognuno di noi in questo periodo complicato ha cercato di dare il meglio e mettere a disposizione tutte le proprie risorse ed energie. Ci si è ritrovati a lavorare in un modo nuovo, che ha stravolto le nostre abitudini, facendo vacillare tutte le certezze e sicurezze, costruite a fatica.

In alcuni momenti sembrava che qualsiasi soluzione si provasse a mettere in atto cadeva nel vuoto e non aveva gli effetti sperati. Poi però si sono incominciati a vedere i primi risultati che insieme ai messaggi di incoraggiamento che arrivavano dai familiari, ci davano nuova forza per andare avanti, e oggi stiamo lavorando per tornare ad una nuova normalità.

Sia durante che dopo l’emergenza sono continuate ad arrivare richieste di ricovero, o via mail o via telefono, che ci facevano capire che nonostante tutto quello che veniva detto, si fidavano di noi e questo ci ha confortato.

La Fondazione ha ripreso ad accogliere nuovi ospiti, e piano piano si sta tornando a pieno regime. È strano però non avere più quel via e vai negli uffici dei familiari che chiedono informazioni o che passavano anche solo a salutare…  È strano non vedere i nostri anziani e i volontari riuniti in salone a seguire la messa o le attività, che però vengono svolte nei singoli nuclei, ma come detto più volte l’attenzione rimane alta, e siamo consapevoli che si devono prendere tutte le precauzioni necessarie e si devono applicare tutti i protocolli che, anche se a volte sembrano eccessivamente rigidi, sono l’unico modo per tutelare tutti i lavoratori e gli anziani che abitano in Fondazione.

L’emergenza ci ha costretto a ripensare velocemente al nostro modo di lavorare, trovare nuove modalità e nuovi strumenti tecnologici che aiutano a collegarsi ed essere più vicini nonostante la lontananza fisica.  Questa sfida ci ha reso però più forti e ci ha insegnato nuovi modi di stare insieme. Ci ha reso più unite, oltre al pensiero del lavoro e dei nostri anziani c’era il pensiero di proteggersi a vicenda e di aiutarsi, proprio come si fa con i propri cari.

Infine un grazie di cuore alla nostra Presidente, dott.sa Enrica Rossi, alla dott.sa Elena Colabufo e alla coordinatrice Angela Lucia Ielpo Ferrara, che hanno dimostrato una forza e tenacia invidiabile, sempre presenti in Fondazione a cercare soluzioni e a organizzare tutti i passi necessari per superare una sfida che ha messo tutti a dura prova.

“Non avere paura nelle difficoltà che incontri. Ricorda che l’aquilone si alza con il vento contrario, mai con quello a favore”

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