Dona il tuo 5xmille alla Fondazione

DEVOLVERE il 5 PER MILLE è davvero semplice!
Al momento della consegna della dichiarazione dei redditi (730, CU e Modello Unico) basta apporre una firma nel riquadro dedicato (in alto a sinistra) al “Sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale” e indicare il nostro codice fiscale:

91010690120

ALLA RICERCA DELLA…SERENITA’! Costruire un ambiente favorevole e accogliente

a cura di Andreina Rodoni – servizio educativo 

Il mese scorso abbiamo festeggiato anche in RSA la Pasqua di Resurrezione, ritrovandoci il mattino di Pasqua per la solenne celebrazione della Santa Messa e poi il via vai di familiari e amici a scambiarsi gli auguri, il pranzo speciale per far festa anche a tavola, le uova di cioccolato da aprire…

Non è quello che anche tanti, tutti noi, abbiamo fatto nelle nostre case, con le nostre famiglie? Cosa c è di diverso, allora, per chi vive in casa di riposo? Forse dovremmo provare ad assumere un differente punto di vista e comprendere che quello che oggi per noi è normalità, è abitudine o tradizione, è ordinarietà, ad un certo punto della vita di chiunque può diventare straordinario!

Diventa straordinario svegliarsi al mattino e augurare “Buona Pasqua!” con un sorriso; diventa straordinario trovare una piccola colomba sul tavolo per la colazione; diventa straordinario avere la possibilità di andare a Messa la domenica mattina, come si faceva da giovani; diventa straordinario poter rivedere parenti e amici che da tempo non incontravamo più.

Nulla di speciale, sembrerebbe. Sono piccole cose, piccole attenzioni che danno un senso nuovo a gesti ripetuti quante volte in una vita intera? Soprattutto, poi, in una vita che è sempre più lunga, sempre più veloce e piena di cose da fare, di esperienze da provare, di posti da visitare, alla ricerca di una felicità che ci appare inafferrabile!

Mi sono chiesta se per chi vive in una RSA abbia ancora senso parlare di ricerca della felicità o non sarebbe più realistico tendere alla ricerca di una possibile, e più rassicurante, serenità. È “una vita possibile” quella della persona anziana ospitata in una casa di riposo? Certo, in molti casi è una vita segnata dalla malattia e dalla non autosufficienza, dalla perdita di persone care che il tempo ci ha portato via. Sono ferite difficili da rimarginare, cicatrici che segnano il cuore e rendono forse impossibile sentirsi felici. Ma molto dipende anche dall’atteggiamento che assume l’Ospite verso il passare del proprio tempo, affinché dia il suo contributo a trovare un modo per rendere lo stare in casa di riposo un “un momento di vita”.

Per farlo è importante che le RSA non vengano viste come luoghi di malattia, di sofferenza, di chiusura, ma al contrario come luoghi dove si lavora per offrire una vita dignitosa, per dare un senso alle proprie giornate. Luoghi di accoglienza e di empatia, di condivisione, di incontro fra generazioni, di esperienze mai vissute prima.

La nostra RSA è una piccola comunità che vive sul territorio e vuole essere una realtà aperta alla presenza attiva e fattiva della grande comunità che la circonda. Nei prossimi mesi festeggeremo i 30 anni dall’apertura e lo faremo invitando tutta la comunità a condividere momenti di festa e anche di informazione e formazione, occasioni di incontro che ci auguriamo saranno molto partecipati. Così, insieme, potremo alimentare il diffondersi di un pensiero divergente sulla vecchiaia, imparando a considerarla come suggerito da papa Francesco “un dono di maturità e saggezza per tutte le età della vita.”

 

Torna in alto